Centro Italiano di Ergonomia
Consulenza Traino e Spinta - Uso del Dinamometro
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OCRA - Sovraccarico Biomeccanico degli Arti SUperiori - SBAS


CONSULENZA SULLA GESTIONE E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA TRAINO E SPINTA


Durante le attività di traino o spinta la struttura muscolo-scheletrica deve esercitare una forza per iniziare, mantenere o variare il moto del carico che si movimenta. Questa forza, tipicamente, è esercitata dalle mani che utilizzano una apposita maniglia o supporto. La COMPRESSIONE del rachide avviene perché le forze applicate dalle mani devono essere controbilanciate dalla colonna vertebrale.
Quando il rachide si comprime, il cuscinetto intervertebrale può esercitare una forte pressione sulle guaine che lo contengono. Con il perdurare dello sforzo si possono produrre disturbi e nei casi più gravi delle vere e proprie patologie (ernie discali).

LA METODOLOGIA

La valutazione del rischio è affidata al Metodo UNI ISO 11228-2 e deve essere effettuata con l'ausilio di un dinamometro che permette di misurare le forze applicate durante la movimentazione.
Le due forze da misurare sono quella massimale (che tipicamente è applicata per mettere in movimento il carico) e quella media di mantenimento (che serve a mantenere il carico in movimento)
La misurazione deve avvenire nelle stesse condizioni di lavoro abituali e, onde evitare imprecisioni dovute alla diversa utilizzazione dei carichi, deve essere effettuata più volte, possibilmente da lavoratori diversi.
Oltre alla forza esercitata, è necessario considerare:
. la tipologia di movimentazione: traino o spinta
. l'altezza delle mani
. la distanza percorsa in metri lineari di spinta o traino;
. la frequenza delle azioni di spinta/traino, sia iniziale sia di mantenimento
. la popolazione lavoratrice.

La norma UNI ISO 11228-2 propone anche un secondo livello di indagine che risulta essere molto laborioso. La stessa norma ricorda che "... può essere sufficiente eseguire il metodo 1, agendo in modo appropriato, o adottare soluzioni pratiche per assicurare che il livello complessivo di rischio sia basso". Analogamente ad una altra metodologia, il Metodo OCRA, l'approccio che si utilizza normalmente nella valutazione dell'esposizione al rischio per attività di traino e spinta è analogo a quello della Check List OCRA per i movimenti ripetuti: individuare il livello di rischio ed intervenire. Per il traino e spinta, anche grazie ai nuovi dinamometri elettronici, l'intervento è possibile e risulta in molti casi anche più economico rispetto ad una valutazione con il metodo 2. Tutto ciò, salvo quei casi in cui si dovesse procedere ad una analisi approfondita del nesso tra insorgenza di una malattia a carico del rachide e compiti lavorativi svolti.

IL DINAMOMETRO

Le forze che devono essere superate sono le forze di attrito e le forze di inerzia. L'attrito dipende dalla geometria e dalla natura delle superfici a contatto. L'inerzia non dipende dall'attrito, ma dalla massa e dall'accelerazione che noi imprimiamo all'oggetto. L'utilizzo del dinamometro diventa allora fondamentale per la misurazione delle forze esercitate. A differenza di una comune bilancia, che misura solo le forze di compressione derivanti dal peso di un oggetto o dal nostro corpo, il dinamometro è in grado di misurare le forze esercitate in qualunque direzione.
La caratteristica principale dei dinamometri elettronici della serie DIN ERGO PRO-X da me inventati è quello di riuscire a registrare il tracciato delle forze esercitate ed, eventualmente, associarlo ad un filmato del compito lavorativo. I vantaggi che ne derivano sono molteplici e i principali sono i seguenti
1) i dati registrati costituiscono un prova inconfutabile delle reali forze esercitate durante la movimentazione
2) l'analisi del tracciato delle forze permette di individuare istantaneamente le criticità della movimentazione e di intervenire efficacemente nella riprogettazione
3) l'utilizzo del software dedicato permette di effettuare in tempi brevi l'analisi del compito e di emettere il documento di valutazione del rischio specifico.
Questi vantaggi hanno permesso a decine di aziende di ridurre l'esposizione al rischio con semplici interventi come la rimozione di ostacoli, l'eliminazione delle disconnessioni del pavimento, l'eliminazione di curve nei percorsi, l'adeguamento delle ruote, e così via.

STUDIARE IL PERCORSO

Una fase importante nella valutazione del rischio nelle attività da traino e spinta è quella dell'analisi del percorso. Molto spesso, infatti, i fattori di rischio derivano dalla presenza di caratteristiche sfavorevoli nel tragitto che il lavoratore deve effettuare. Anche in relazione al peso del carico movimentato, molto spesso le disconnessioni nel pavimento rappresentano una criticità. Tra le principali ricordiamo:
. presenza di dossi o cunette
. presenza di salite o discese
. presenza di ingombri
. pavimentazione non regolare
. superamento di soglie
. operazioni di precisione



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Il Centro Italiano di Ergonomia è Socio Effettivo dell'Ente Nazionale Italiano di Unificazione - UNI. È rappresentato nella commissione Ergonomia dall'Ing. Raffaele Di Benedetto.


Certificazione ISO 9001-2008
I corsi AIFOS del Centro Italiano di Ergonomia sono certificati ISO 9001:2008. La certificazione è il frutto di un processo di impegno ed è anche testimonianza dell'eccellenza delle nostre metodologie di formazione. Rivolte a chi opera nel settore della sicurezza e con l'unico obiettivo di un fattivo passaggio delle conoscenze.


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